MARCO CLEMENTI

Umanità, passione.e un cuore grande così. La tua amicizia è un bene prezioso, caro Giorgio. Ti conosco da dieci anni, moderno Diogene sempre in ricerca: di un senso da dare alle grandi ingiustizie, o semplicemente di un po' di adrenalina.
Qualche volta mi hai portato con te in giro per il mondo: nel braccio della morte in Texas, tra le contraddizioni della nuova Cina, nella Beirut ferita. Ogni volta è stata una esperienza umana indimenticabile. Mi colpiscono la tua attenzione per i dettagli, per le storie solo all'apparenza piccole e quotidiane, che svelano i limiti ma anche la grandezza dell'uomo. E la tua capacità di raccontarle. Come quando hai definito i piccoli del carcere minorile di Chicago, "colombi in gabbia con le ali spezzate". Altre volte è l'obbiettivo della tua telecamera a fissare l'uomo nella sua dignità e precarietà: gli occhi dei dannati della prigione di Mangochi in Malawi, la fatica dei giovani lavoratori nell'eldorado di ghiaccio delle miniere del Perù, le vette incontaminate dello Shisha Pangma, in Tibet.

Viaggiatore che racconta le guerre dimenticate, sempre in prima linea a favore dei diritti umani, ti definisci semplicemente un "telereporter": lo sei, perché non hai mai perso la capacità di stupirti. E, per me, resti il migliore.


Marco Clementi, giornalista RAI-TG1

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