Chile
"MINGA DE TIRADURA DE CASA"
Ci trovavamo a Chiloè, l'isola più grande del Cile e ne avevamo sentito
parlare ma fin quando proprio non si vedono, le cose non prendono
l'effettivo colore e forma.
Molte volte un chilote decide cambiar residenza o occupare un nuovo terreno
in altre localit… dell'isola.
Decide cos¨ di spostare la sua casa, s¨ letteralmente spostare una casa, la
sua vecchia casa, non importa quali siano le difficolt… a cui va incontro.
anche chilometri), per terra (a volte anche per acqua) Š una cosa che ha
dell'incredibile. Solo l'amore tanto forte per la propria casa d… la forza
al temprato uomo chilote di fare questo.
"La casa Š di legno, molto bella, a pi— piani e deve essere spostata in una
localit… migliore, perchŠ costruirne una nuova? PerchŠ disfare la vecchia o
venderla?
Ci siamo sposati che avevamo questa, ci siamo amati in questa casa, siamo
legati da troppe realt… e ricordi alla nostra casa; non possiamo
disfarcene". Ecco la motivazione che ha spinto questa famiglia ad
intraprendere questa affascinante avventura.
Ci• Š anche una singolare dimostrazione del ferreo e deciso carattere come
persone, e come tengono il loro amore materiale in alta stima nei confronti
della casa.
Trasportare una casa senza rompere niente, neanche i vetri, attraverso il
mare e per terra, Š una usanza tipica di ChiloŠ, sempre meno frequente,
serve comunque a confermare l'abilit… e l'ingegno degli isolani e serve a
far rivivere e ricordare le tradizioni che si identificano con il profondo
sentimento di solidariet… che anima i contadini dell'arcipelago.
Sono momenti di vita comunitaria, tutti aiutano e partecipano al lavoro. I
contadini con i loro buoi, le donne che preparano il "CURANTO" (specie di
polenta, carne in umido, arrosto di agnello o mucca, stufato, patate, pesce
e marisco e tortillas - tutto fatto cuocere fra sassi roventi e coperti da
grandi foglie e terra).
slitta sotto il piano base), quindi si attaccano e si agganciano le catene
che i buoi cominciano a tirare dopo che la costruzione Š sollevata da terra
con puntelli in legno che consentono di spostarla dalla sua base.
Quando viene spostata sull'acqua, viene portata a riva trainata da
parecchie paia di buoi e si aspetta l'alta marea. L'acqua del mare copre il
piano inferiore e poi la casa comincia a galleggiare. Una lancia o grossa
barca a motore comincia a rimorchiarla lentamente fino all'altra riva e l¨
si aspetta la bassa marea cosicchŠ la casa si appoggia da se sulla terra
ferma.
La scena concentra l'attenzione di tutti e la tensione nervosa invade tutti
coloro che partecipano e vedono questa usanza per la prima volta.
Le coppie dei robusti buoi vengono avvicinate e disposte per iniziare
l'attesa "MINGA DE TIRADURA DE CASA".
Si agganciano le catene e fino a dieci o quindici e talvolta venti coppie
di buoi si sistemano e si raggruppano per tirar la casa, farla uscire sulla
terra ferma e trasportarla fino alla nuova collocazione.
Ogni coppia di buoi Š accompagnata da un "Tesader" che la comanda ed un
aiutante che li aizza e li punge e li bastona da dietro.
Cominciano a lavorare quando un uomo di et… avanzata, eletto nel gruppo, d…
un segnale di partenza con un assordante sibilo emesso da un particolare
fischietto. La scena diventa subito drammatica: la tensione di non rompere
niente, le urla concitate di tutti i contadini, i versi dei buoi che
perdono bava, i bambini e la gente che gridano e corrono tutt'attorno
creando nubi di polvere... lavorano e lavorano fino a che la casa non
respira nuova aria, cioŠ fino a che non si insedia nella nuova sede.
Il padrone della "MINGA" retribuisce il lavoro, il gesto, distribuendo
vino, chicha e curanto. Tutto finisce in una festa. Tutti si lasciano
andare, tutti sono felici del risultato e di questo momento comunitario.
Uniscono in questa festa, tradizioni e usanze. C'Š grande rispetto tra
quella gente.
Sanno che quando necessita un aiuto, immediatamente segue la collaborazione
solidale e spontanea dei vicini e conterranei. Cos¨ l'uomo chilote dimostra
di saper superare sempre i suoi propri problemi e sa, cosa pi— importante,
di non essere mai solo.
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CHILOE': UN'ISOLA AL SUD DEL MONDO
di Giorgio Fornoni
Colori tersi, spazi a misura d'uomo, natura tra le pi—
incontaminate del nostro pianeta. Siamo in Cile a circa
1.000 chilometri a sud di Santiago, siamo all'isola di
ChiloŠ nel Pacifico meridionale. Dal tempo degli Huilliches
o Veliches, ChiloŠ vive secondo i suoi miti. E' un'isola
attorniata da un arcipelago di quaranta isole minori di cui
trentacinque abitate, divise dal continente dal Canale di
Chacao.
I primi abitanti dell'isola furono i Chono indigeni nomadi
che navigavano con le loro Dalcas (canoe) nel mare interno
nell'avventura quotidiana di procurarsi di che sopravvivere,
pescando e raccogliendo molluschi. Arrivarono gli
Huilliches, popolo aborigeno, dedito all'agricoltura ed alla
pesca, si fuse con i Chono, creando le radici dell'identit…
Chilota.
Nel 1567, cominci• il processo di conquista di ChiloŠ:
Martin Ruiz de Gamboa, attravers• il canale di Chacao con
pi— di cento spagnoli; comtemplarono ( si legge) attoniti
una geografia molto diversa da quella della penisola. A
piedi e a cavallo arrivarono al centro dell'isola di ChiloŠ
fondando la cittadina con il nome di Santiago de Castro, il
possedimento reale spagnolo pi— a sud del tempo, ed in
omaggio al patrono di Spagna. Nei primi due anni della
conquista di ChiloŠ (1567-1568) con i conquistadores
arrivano gli ordini religiosi dei Francescani e dei
Mercedari, che durante la seconda met… del secolo
sedicesimo, esercitarono la loro missione per divulgare e
convertire gli aborigeni al cristianesimo.
Nel secolo seguente, apparvero i Gesuiti, che furono da quel
momento gli artefici dell'inculturazione e della religiosit…
Chilota.
Ci fu un periodo storico che stacc• l'arcipelago dal resto
del continente in seguito ad una rivolta degli isolani
contro gli spagnoli e che coincise con l'arrivo dei corsari
olandesi che si allearono con gli indigeni. In sintesi
questa ribellione produsse un'isolamento geografico
culturale e port• ad una convivenza pacifica tra Spagnoli
rimasti sull'isola ed indigeni e che diede origine ad un
meticciato anche culturale.
Crollato il potere iberico, CHILOE' entra in una penombra
storica che durer… sin quasi ai nostri giorni.
Passarono pi— di 200 anni di relazioni umane e sociali,
tradizioni religiose e festive, musicali, gastronomiche,
scambi di usi e costumi, mitologie e linguaggi.
Storia, tradizioni e concezioni di vita fortemente legata al
mare, portarono l'isola a maturare una cultura differente da
quella latino-americana.
I Chiloti vivono oggi, come un tempo, soprattutto di
agricoltura, di allevamento e di pesca.
ChiloŠ non Š il Cile.
Attraversare per la prima volta il canale di Chacao,
accedere in terra Chilota, Š come aprire un vecchio baule e
tirare fuori dal suo fondo misterioso i pi— vecchi ricordi:
retrocediamo nel tempo, pensiamo, meditiamo e finalmente
gustiamo quel che abbiamo ritrovato. Ci viene da chiedere:
perchŠ solo ora pare cos¨ profondamente interessante?
ChiloŠ Š storia, tradizioni, leggenda, ed ha impresso nei
suoi abitanti una cultura e modi di vita singolari pi— che
ogni altra isola di tutto il continente americano. Il
carattere stesso del chiloti Š riservato e schivo. La loro
cultura Š basata su tradizioni e filosofia di vita molto
particolari. Superstizioni e miti sono profondamente sentiti
e radicati. In nessun altro luogo del Cile abbonda tanto la
magia nel vivere quotidiano.
La geografia ed il clima facilitano la fantasia; si guardano
i fatti e si raccontano le leggende. Un tempo di pioggia o
di nebbia, un vento forte e secco che spira sulle case,
boschi fitti, cieli scuri, sobri, mari tempestosi,
burrascosi e brumosi, incutono timori e producono
inspiegabili sensazioni contribuendo a dar vita a personaggi
di fantasia.
ChiloŠ Š anche chiamata "terra dei brujos" (fantasmi, maghi
o spiriti del male) ed ha un insieme di miti derivati sia
dalle credenze dei popoli preispanici che dai racconti
fantastici dei conquistatori. Il vero cordone ombelicale
che unisce passato e presente, cultura indigena ed
occidentale, Š l'universo mitologico che da secoli popola
l'immaginario chilote. Sicuramente sono indigeni i racconti
mitici del serpente del male, CAICAIVILU', che voleva
inondare tutta la terra e i suoi abitanti salvati poi in
extremis dal serpente del bene, TENTENVILU'; di PINCOYA, la
bellissima donna che personifica la fertilit… delle spiagge
e del mare; dell'orribile nano TRAUCO che odia gli uomini ed
incanta le donne con la sua bruttezza; del BASILISCO, il
serpente della testa di gallo che si nasconde nelle case e
porta sfortuna a chi vi abita.
Sono invece di origine ispanica il mitico CALEUCHE, la nave
fantasma tutta illuminata che naviga solo di notte, sulla
superficie delle onde o in fondo al mare: chi la vede Š
destinato ad aver la bocca storta o a morire di morte
repentina; il CAVALLO MARINO di cui si servono gli spiriti o
gli stregoni per trasportarsi sul CALEUCHE o su qualche
altra isola: vive nelle profondit… e lo si chiama con
quattro fischi particolari; la stessa balena bianca MOBY
DICK entra nell'immaginario chilote con la storia di una
balena che non si riesce a catturare per la sua astuzia e
per la sua terribile capacit… di sopravvivenza....
Siete invitati ad attraversare quindi il canale di Chacao,
canale che come si diceva separa l'isola dal continente,
immaginandosi che il trasportatore sia il CALEUCHE, aiutato
dalla PINCOYA e ad entrare nell'anima del popolo chilote
guidati dal TRAUCO, e da tante altre serie di figure
mitologiche di ChiloŠ.
Arrivare ad Ancud Š cominciare ad immergersi nel verde
dell'isola di ChiloŠ, isola grande e cominciare a vivere un
paesaggio ricco e colorato. In questa cittadina, il Fuerte
S. Antonio, recinto storico ubicato nella parte alta
dell'abitato, costruito nel sec. 18ø, forma parte
dell'ultima espressione spagnola sull'isola.
Nell'isola magica, a sud del mondo si viaggia sull'unica
strada asfaltata, gli ultimi chilometri della panamericana e
si raggiungono i paesini su strade sterrate. Il tempo qui
scorre lento. I paesaggi sono fiabeschi. Le costruzioni pi—
importanti sono di legno: ChiloŠ Š tutta di legno, dalle
imbarcazioni alle chiese, alle case e agli strumenti di
lavoro.
Il legno quindi Š un po' legato al destino dell'isola ed Š
il materiale che permette lo sviluppo della cultura chilote,
denominata opportunamente "cultura del legno" perchŠ dal
tempo preispanico l'attivit… dell'uomo chilote si incentr•
in esso, condizionando non solamente il lavoro ma la sua
mentalit… e la vita sociale.
Le palafitte di Castro sono con i loro colori sgargianti, la
pi— grande espressione dell'uso del legno e mostrano
singolari strutture architettoniche: Š il luogo dove il
chilota riassume la sua cultura anfibia, un piede nell'acqua
ed uno nel campo. Se nella citt… di Castro si nota il
villaggio palafitticolo, nei villaggi campestri emergono le
chiese anch'esse naturalmente tutte di legno. Sono pi— di
150 censite, nove delle quali sono state dichiarate
munumento nazionale. Nella cittadina di Castro, si realizza
anno dopo anno il "Festival costumbrista chilote", festival
in cui si possono conoscere ed assaporare la ricca
gastronomia isolana. E' infatti l'evento di maggiore
attrazione turistica nazionale ed internazionale
dell'arcipelago. Cade di solito nella seconda met… del mese
di febbraio e dura tre giorni. In questa "feria" migliaia di
persone, visitatori e turisti possono gustare i piatti pi—
veri e tipici della gastronomia isolana come il curanto,
milcao, chachoce, tortillas, chicha di manzana ecc...
Possono visitare i reparti di esposizione dei lavori
artigianali tipici dei contadini dell'isola e durante il
festival vengono presentate danze e balli chiloti. Ogni
momento ed ogni angolo ci riservano qualche sorpresa.
L'evento pi— importante l'abbiamo colto a Quemchi assistendo
alla MINGA DE TIRADURA DE CASA. E' un fatto ormai
eccezionale tanto che gi… da anni quando arriva ne parlano i
giornali. Vedere spostare una casa di legno, a pi— piani,
per centinaia di metri senza rompere neanche i vetri Š
l'usanza pi— tipica di chiloŠ, tradizione che sta sparendo,
cosicchŠ possiamo dire di avere assistito ad un fatto
eccezionale. Sono momenti di vita comunitaria , tutti
aiutano e partecipano al lavoro; i contadini con i loro
buoi, le donne che preparano il curanto (piatto tipico, un
misto di carne e pesce e tortillas fatti cuocere fra sassi
roventi). I buoi appaiati a pi— coppie, fino a venti,
trainano due grossi legni, YUGUERAS, collegati sotto le
case. La scena concentra l'attenzione di tutti e la tensione
nervosa invade tutti coloro che partecipano e vedono questa
usanza per la prima volta. I contadini che aizzano i buoi, i
buoi che muggiscono e perdono bava e sudore per lo sforzo,
le donne ed i bambini che corrono tutt'attorno creando nubi
di polvere e cos¨ fino ad installare nella nuova sede la
casa.
Il motivo della "MINGA" Š nato dall'amore materiale tenuto
in alta stima nei confronti della casa che ha l'uomo
isolano. Il padrone della "MINGA" retribuisce il lavoro
distribuendo vino, chicha e curanto, e tutto finisce in una
lunga festa comunitaria. Sembra che quando necessita un
aiuto, immediatamente segue la collaborazione solidale e
spontanea dei vicini e conterranei. Cos¨ l'uomo chilote
dimostra di saper superare sempre i suoi propri problemi e
sa, cosa pi— importante, di non essere mai solo.
La panamericana, nel punto pi— a sud del mondo corre verso
il centro dell'isola magica di chiloŠ per altri cinquanta
chilometri...ma tutti preferiscono andare a Cucao, sulla
costa dell'oceano pacifico. La' dicono sia il punto pi—
lontano, pi— amato, pi— ambito dai giovani per il suo
isolamento ed un esclusivo parco nazionale. Anche Che
Guevara nel suo vagabondare in moto sull'isola si arrest• a
Cucao. Tutti, dicono, devono passare di l…, tutti devono
guardare il tramonto e...l'alba sorgere. L… si pu• dunque
dire di poter guardare lontano, guardare verso l'infinito.
Bruce Chetwin parlando di ChiloŠ e percorrendo quelle strade
disse:"Isola avvolta nel silenzio e dimenticata dalla
storia...la strada era bianca e si snodava attraverso i
campi di grano maturo. Al mio passaggio i contadini mi
gridavano il loro saluto. Casette argentee, ricoperte di
assicelle erano circondate da pini e pioppi. A Haensel e
Gretel sarebbe piaciuto molto vivere l¨".
Noi arrivammo a Cucao che era di mattino presto. Gi… ci
aspettavano quattro uomini con i loro cavalli. Quando la
nostra Jeep si ferm• sul bordo dell'oceano pacifico, l… dove
l'unica strada sterrata si arresta, uno di loro ci viene
incontro:"Buenos dias" ci disse "Estamos listos". Saliamo
sui cavalli approntati per noi, animali di notevole bellezza
ed unico mezzo di trasporto... E gi— in direzione sud, lungo
la costa dell'isola, diretti ad incontrare i cercatori
d'oro.Il sole era appena sorto e luccicava tremolante sulle
calme onde dell'oceano pacifico. Il passo costante e
cadenzato dei cavalli in poco tempo ci port• lontano. Stormi
di gabbiani al nostro avvicinarsi si sollevarono in volo
stridendo all'unisono. Riempivano il cielo con il battito
robusto e ritmato delle loro ali: note musicali in quei
silenzi profondi. Un oceano circondato da gabbiani in volo
(il nome chiloŠ significa appunto " luogo dei gabbiani").
Vediamo finalmente i cercatori d'oro intenti a setacciare e
lavare la rossa e luccicante sabbia sulle coste dell'oceano
pacifico. Dopo un duro lavoro, una piccola pallina di
polvere d'oro. Non sono vene aurifere quindi, Š soltanto
sabbia luccicante, Š soltanto polvere, Š soltanto una
illusione di ricchezza, Š un avaro miraggio.
L'ultimo giorno di permanenza sull'isola il bel tempo
(all'andata) ci concede finalmente (siamo al terzo
tentativo) di visitare la piccola isola METALQUI, luogo pi—
isolato e difficile da raggiungere del parco nazionale di
ChiloŠ, rifugio e Habitat di pi— di 25.000 leoni marini.
Partiamo dal porticciolo di Chepu, semplice rientranza della
costa, ansa naturale. Lungo il percorso, a poche decine di
metri dalla nostra imbarcazione, si alza ed esce
improvvisamente dall'acqua un gigante. E' una balena che
sbuffando vapore al cielo... si allontana.
Al nostro avvicinarsi all'isola, migliaia di foche e leoni
marini entrano spaventati in acqua. L'odore forte dei
residui di pesce, e della salsedine, i lamenti e le grida
assordanti degli animali ed il loro correre spaventati verso
l'acqua ci riportano a scene primordiali, dantesche. Il
ritorno Š veramente terribile. La nostra imbarcazione a
tratti Š accompagnata e a tratti sbattuta sulla cresta delle
onde che i marosi dell'oceano hanno formato in pochi
istanti.
Da prima i marinai, ridendo, ci tranquillizzavano, poi
chiedevano il nostro aiuto tanto era pericoloso e delicato
il momento.
Il tempo in quelle condizioni non trascorreva, si era
fermato. Quasi un incubo. A tratti eravamo in alto, come su
torri, a tratti, sprofondati in vortici dove solo l'acqua ti
circondava tutt'attorno. Le forze della natura giocavano con
noi. Pi— che aggrapparci all'imbarcazione ad un certo punto
ci eravano aggrappati alla vita. Infine, la forza dei
naviganti chiloti e la fortuna degli audaci, ci riportarono
nel porticciolo di Chepu, localit… di partenza. Le mogli ed
i figli, le famiglie dei marinai, erano l… tutti,
sull'altura in nostra attesa e sorridenti per il nostro
rientro a braccia alzate ci salutavano.
Non si pu• quindi non passare di l… almeno una volta,
scoprendo i suoi boschi vergini, i suoi sinuosi fiumi, i
suoi luoghi solitari, navigare nei canali e raggiungere
qualche sperduta isola, e contemplare le notti stellate,
lasciarsi guidare dagli esperti marinai, guardare cos¨ il
viso dell'uomo chilote magari semplice ed umile ma pieno, in
ogni occasione, di calore umano.
CILE : COME MUOVERSI
Notizie utili
Passaporto:
Š sufficiente, non occorrono visti.
Vaccinazioni:
Nessuna.
Periodo migliore:
tra dicembre e marzo (corrisponde al periodo estivo).
Durata del volo:
tra le 16 e le 20 ore (a seconda degli scali intermedi).
Il Cile si raggiunge dall'Italia in aereo via Madrid con
Iberia (tel.02/8899 o 1678/25114) oppure con Lan Chile
(ufficio di rappresentanza presso la Interplanet di Milano,
tel. 02/66803370 o 1678/24152). Da Santiago, la capitale, si
pu• poi proseguire per Puerto Montt in aereo, sempre con Lan
Chile (fino a quattro voli giornalieri, a seconda delle
stagioni), o in auto, per avere la possibilit… di girare pi—
liberamente a ChiloŠ (Puerto Montt dista da Santiago pi— di
1.000 chilometri). Per approdare sull'isola ci si imbarca
sul traghetto a Pargua, per una breve traversata fino a
Chacao (ogni venti minuti circa). A chi viaggia in auto
segnaliamo che sull'isola distributori di benzina si trovano
solo ad Ancud, Dalcahue, Castro e Quell•n; chi fosse
appiedato pu• spostarsi con un buon servizio di autobus.
Indirizzi Utili: Per informazioni pi— dettagliate si pu•
contattare l'ufficio chilote del Sernatur, il servizio
nazionale turistico cileno, Edificio Transmarchilay,
Libertad 655 Of.3, Ancud, tel.0056/656/2665). Per escursioni
guidate in barca o aereo nei fiordi e sulle isole, trekking
nel parco nazionale e noleggio mountain-bike, una buona
agenzia locale Š PehuŠn Expediciones (Lillo 119, Castro,
tel.0056/657/5254, fax 2432).
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CHILOE', UN'ISOLA AL SUD DEL MONDO
La panamericana, nel punto pi— a sud del mondo, corre verso il centro
dell'isola magica di Chilo‚ in Cile per altri 50 Km. ... ma tutti,
preferiscono andare a Cucao. L… dicono sia il punto pi— lontano, pi—
amato, pi— ambito dai giovani per il suo isolamento ed un esclusivo
parco nazionale. Anche Che Guevara nel suo vagabondare a cavallo
sull'isola si arrest• a Cucao.
Tutti, dicono, devono passare di l…, tutti devono guardare il tramonto
e ... l'alba sorgere. L… si pu• dunque dire di poter guardare lontano,
guardare verso l'infinito.
Chilo‚ non Š Cile. E' un luogo incontaminato, un mondo che si Š
ritrovato pulito, integro nelle sue tradizioni, nei suoi usi e costumi
proprio a causa del suo isolamento dal resto del continente. Questa
sua emarginazione - qualcuno l'ha definita "isola per millenni avvolta
nel silenzio e dimenticata dalla storia" - ha permesso di conservare
una realt… intatta alle sue origini. Attraversare per la prima volta
il canale di Chacao, accedere in terra Chilote, Š come aprire un
vecchio baule e tirare fuori dal suo fondo misterioso i ricordi pi—
lontani: con la mente si percorre il tempo, pensiamo, meditiamo e
finalmente gustiamo quel che abbiamo ritrovato. Ci viene da chiedere:
perchŠ solo ora appare cos¨ profondamente interessante?
E' che, effettivamente, abbiamo la sensazione di aver raggiunto una
terra strana, leggendaria e misteriosa.
Chilo‚ Š storia, tradizioni, leggende, ed ha impresso nei suoi
abitanti una cultura e modi di vita singolari pi— che in ogni altra
isola del continente americano.
Il carattere stesso dei Chiloti Š riservato e schivo. La loro cultura
Š basata su tradizioni e filosofie di vita molto particolari.
Superstizioni e miti sono profondamente sentiti e radicati. Nel vivere
quotidiano in nessun altro luogo del Cile abbonda cos¨ tanto la magia.
Il tempo qui scorre lento, i paesaggi sono fiabeschi. Le costruzioni
pi— importanti sono di legno: Chilo‚ Š tutta di legno, dalle
imbarcazioni alle chiese, alle case e agli strumenti di lavoro.
Era di mattino presto. Gi… ci aspettavano quattro uomini con i loro
cavalli. Quando la nostra Jeep si ferm• sul bordo dell'oceano
Pacifico, l… dove l'unica strada sterrata si arresta, uno di loro ci
viene incontro: "Buenos dias" ci disse "Estamos listos". Saliamo sui
cavalli approntati per noi, animali di notevole bellezza ed unico
mezzo di trasporto ... E gi— in direzione sud, lungo la costa
dell'isola, diretti ad incontrare i cercatori d'oro.
Il sole era appena sorto e luccicava tremolante sulle calme onde
dell'oceano Pacifico. Il passo costante e cadenzato dei cavalli in
poco tempo ci port• lontano. Stormi di gabbiani al nostro avvicinarsi
si sollevarono in volo stridendo all'unisono. Riempivano il cielo con
il battito robusto e ritmato delle loro ali: note musicali in quei
silenzi profondi.
Gli zoccoli dei cavalli affondavano a tratti nei corsi d'acqua che si
creavano dalle onde dell'oceano per la risacca. Dopo un lungo andare
arrivammo su una dorsale montagnosa e di l… potemmo vedere, a perdita
d'occhio, l'immensit… del mondo. Eravamo in alto, non si sentiva il
rumore delle onde ma solo l'energico muoversi delle acque. D'un
tratto, si sent¨ un grande tonfo ed un precipitare fragoroso. Era uno
dei nostri cavalli, carico di badili e attrezzi, che era precipitato.
Era il capo branco. Gli uomini accorsero subito, anche i cavalli li
seguirono. Lo videro sospeso nel vuoto, attaccato alle briglie: un
albero l'aveva frenato e salvato. I componenti del gruppo si diedero
un gran da fare e, con legni tagliati sul momento, crearono dei
ponteggi, finchŠ riuscirono a trarre in salvo l'animale. Il cavallo,
loro unico e necessario amico, l'unico che sia in grado di camminare
passo dopo passo con il suo padrone aiutandolo, affrontando insieme
quel mondo a tratti inospitale, a tratti duro, a tratti pericoloso.
La marcia continuava. I cavalli ad uno ad uno passavano vicini al
cavallo capobranco appena salvato come per salutarlo. Dune di ciotoli
correvano sul filo della costa dell'oceano ed i cavalli per nulla si
arrestavano.
Giungemmo in una grande ansa, su una spiaggia di sabbia rossa e
luccicante. Scendemmo tutti da cavallo. Scaricammo gli attrezzi di
lavoro. Gli uomini e qualche donna che gi… si trovavano sul posto
cominciarono a lavorare. Crearono mucchi di sabbia. Vicino montarono
un lavatoio rudimentale in legno. Si lavorava solo con la bassa
marea. Gli uomini caricavano la sabbia nei contenitori, i ragazzi
portavano l'acqua in secchi e le donne la versavano nei lavatoi, nei
canali che con un drenaggio artigianale facevano scendere la sabbia
verso terra. Qualcosa di luccicante, giallo e luminoso, rimaneva tra
le lamiere ondulate, cosparse di "mercurio". Questa sostanza trattiene
il metallo e cos¨ la polvere d'oro viene raccolta in un piccolo
contenitore. Non sono vene aurifere, Š soltanto polvere, Š soltanto
una illusione di ricchezza.
Il gruppo aveva portato anche le reti per la pesca che qualche ragazzo
compie in alternativa alla cerca dell'oro. La vita Š dura, marcata dal
sopravvivere a quelle poderose forze naturali, a quell'avaro miraggio.
I cavalli intanto camminavano lungo la spiaggia in cerca di qualcosa
da mangiare.
Si sent¨ un forte scalpitio. Veniva da destra o forse da sinistra.
D'un tratto dal nulla, dietro una duna, spunt• un cavallo cavalcato da
un ragazzo. La criniera ondeggiava al vento e si confondeva con
l'oceano che finiva sulla risacca. Poi si arrest• e diede risposta.
Allora un enorme felicit… corse fra la gente: "Š nata la figlia di
Pablo", e i cappelli volarono al cielo. Da lontano si sentiva ancora
il forte respiro del cavallo dalle froge frementi che si perdevano
verso l'acqua, verso il mare, verso l'oceano infinito.
Il laboratorio artigianale venne smontato subito. "Tra poco arriver…
anche l'alta marea", dissero. I cavalli vennero ricaricati e partimmo
accompagnati dalle lunghe ombre del tramonto verso il piccolo
villaggio dei cercatori. Arrivammo a tarda sera. Era calata l'oscurit…
ma non c'era bisogno di guidare i cavalli: ad uno ad uno arrivarono e
noi con loro. La nostra cena furono un brodo caldo ed un poco di pesce
essicato.
Mentre mangiavamo, Pablo, il capo villaggio, ci parl• della loro
terra. E' terra dei "BRUJOS" (maghi o spiriti del male) ed ha un
insieme di miti derivati sia dalle credenze dei popoli preispanici che
dai racconti fantastici dei conquistatori." Sicuramente Š gente
indigena - continua -. I racconti mitici del serpente del male,
CAICAIVULU', che voleva inondare tutta la terra e i suoi abitanti
salvati poi in estremo dal serpente del bene, TENTENVILU'; di Pincoya,
la bellissima donna che personifica la fertilit… della spiaggia e del
mare; dell'orribile nano TRAUCO che odia gli uomini e incanta le donne
pur nella sua bruttezza; del BASILISCO, il serpente dalla testa di
gallo che si nasconde nella casa e porta sfortuna a chi vi abita".
Sono invece di origine ispanica il mitico CALEUCHE, la nave fantasma
tutta illuminata che naviga solo di notte sulla superficie delle onde
o in fondo al mare. Chi la vede Š destinato ad avere la bocca storta o
a morire di morte repentina. Poi c'Š il cavallo marino di cui si
servono gli spiriti o gli stregoni per trasportarsi sul CALEUCHE o su
altre isole: vive nella profondit… e lo si chiama con quattro fischi
particolari. MOBY DICK la balena bianca entra nell'immaginario Chilote
con la storia di una balena che non si riesce a catturare per la sua
astuzia e per le sua terribile capacit… di sopravvivenza".
Ci addormentammo presto.
Il gallo l'indomani cant• che la luna era ancora alta e luminosa nel
cielo. Facemmo i preparativi e ripartimmo per Cucao. Albeggiava quando
vedemmo le prime case e Pablo, accompagnato dal passo sempre cedenzato
dei cavalli, continuava a raccontarci le storie di quella gente, della
vita dura che segnava i loro volti, marcava le loro mani. Gente dura
all'apparenza ma capace di grandi amicizie.
Quando scesi dal cavallo, vicino alla jeep, con una mano gli
accarezzai il muso per salutarlo. L'animale contraccambi• con uno
sbuffo dalle grandi froge.
Salutammo i protagonisti solitari di quel magro Eldorado.
Pi— oltre, Manuel il giovane, fece impennare il suo cavallo alzando
nel contempo un braccio al cielo per inviarci l'ultimo saluto; anche
il cavallo salut•; emise un nitrito che si perse lontano, trasportato
dal vento gelido e trasparente che spira in quell'angolo di terra, al
sud del mondo.