Chile

 "MINGA DE TIRADURA DE CASA"

Ci trovavamo a  Chiloè, l'isola  più grande del  Cile e ne avevamo  sentito
parlare  ma  fin  quando  proprio  non  si vedono,  le  cose  non  prendono
l'effettivo colore e forma.
Molte volte un chilote decide cambiar residenza o occupare un nuovo terreno
in altre localit… dell'isola.
Decide cos¨ di spostare la sua casa, s¨ letteralmente spostare una casa, la
sua vecchia casa, non importa quali siano le difficolt… a cui va incontro.

anche chilometri), per  terra (a volte anche per  acqua) Š una cosa che  ha
dell'incredibile. Solo l'amore tanto forte  per la propria casa d… la forza
al temprato uomo chilote di fare questo.
"La casa Š di legno, molto bella, a pi— piani e deve essere spostata in una
localit… migliore, perchŠ costruirne una nuova? PerchŠ disfare la vecchia o
venderla?
Ci siamo sposati che avevamo  questa, ci siamo amati in  questa casa, siamo
legati  da  troppe  realt…  e   ricordi  alla  nostra  casa;  non  possiamo
disfarcene".  Ecco  la  motivazione  che   ha  spinto  questa  famiglia  ad
intraprendere questa affascinante avventura.
Ci• Š anche una singolare  dimostrazione del ferreo e deciso carattere come
persone, e come tengono il loro amore materiale in alta stima nei confronti
della casa.
Trasportare una casa senza rompere  niente, neanche i vetri, attraverso  il
mare e per  terra, Š  una usanza tipica  di ChiloŠ, sempre meno  frequente,
serve comunque a confermare l'abilit…  e l'ingegno degli isolani e  serve a
far rivivere e ricordare le  tradizioni che si identificano con il profondo
sentimento di solidariet… che anima i contadini dell'arcipelago.
Sono momenti di vita comunitaria,  tutti aiutano e partecipano al lavoro. I
contadini con i loro buoi,  le donne che preparano il  "CURANTO" (specie di
polenta, carne in umido, arrosto di agnello o mucca, stufato, patate, pesce
e marisco e tortillas -  tutto fatto cuocere fra sassi roventi e coperti da
grandi foglie e terra).

slitta sotto il piano base),  quindi si attaccano e si agganciano le catene
che i buoi cominciano a tirare dopo che la costruzione Š sollevata da terra
con puntelli in legno che consentono di spostarla dalla sua base.
Quando  viene  spostata  sull'acqua,  viene  portata  a  riva  trainata  da
parecchie paia di buoi e si aspetta l'alta marea. L'acqua del mare copre il
piano inferiore e poi la  casa comincia a galleggiare. Una  lancia o grossa
barca a motore comincia a  rimorchiarla lentamente fino all'altra riva e l¨
si aspetta la  bassa marea cosicchŠ la casa  si appoggia da se sulla  terra
ferma.
La scena concentra l'attenzione di tutti e la tensione nervosa invade tutti
coloro che partecipano e vedono questa usanza per la prima volta.
Le coppie  dei robusti  buoi  vengono avvicinate  e disposte  per  iniziare
l'attesa "MINGA DE TIRADURA DE CASA".
Si agganciano le catene e  fino a dieci o quindici  e talvolta venti coppie
di buoi si sistemano e si raggruppano per tirar la casa, farla uscire sulla
terra ferma e trasportarla fino alla nuova collocazione.
Ogni coppia di  buoi Š  accompagnata da un  "Tesader" che la comanda ed  un
aiutante che li aizza e li punge e li bastona da dietro.
Cominciano a lavorare quando un uomo di et… avanzata, eletto nel gruppo, d…
un segnale di  partenza con un  assordante sibilo emesso da un  particolare
fischietto. La scena diventa subito  drammatica: la tensione di non rompere
niente, le  urla concitate  di  tutti i  contadini, i  versi  dei buoi  che
perdono bava,  i bambini  e  la gente  che gridano  e corrono  tutt'attorno
creando nubi  di polvere...  lavorano  e lavorano  fino a che  la casa  non
respira nuova aria, cioŠ fino a che non si insedia nella nuova sede.
Il padrone  della "MINGA"  retribuisce  il lavoro,  il gesto,  distribuendo
vino, chicha  e curanto.  Tutto  finisce in  una festa.  Tutti si  lasciano
andare, tutti sono felici del risultato e di questo momento comunitario.
Uniscono in  questa festa,  tradizioni  e usanze. C'Š  grande rispetto  tra
quella gente.
Sanno che quando necessita un aiuto, immediatamente segue la collaborazione
solidale e spontanea dei vicini e conterranei. Cos¨ l'uomo chilote dimostra
di saper superare sempre i  suoi propri problemi e sa, cosa pi— importante,
di non essere mai solo.

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             CHILOE': UN'ISOLA AL SUD DEL MONDO
                      di Giorgio Fornoni


Colori tersi,  spazi  a  misura d'uomo,  natura tra  le  pi—
incontaminate del  nostro  pianeta. Siamo  in Cile  a  circa
1.000 chilometri  a  sud  di  Santiago, siamo  all'isola  di
ChiloŠ nel Pacifico meridionale. Dal  tempo degli Huilliches
o Veliches,  ChiloŠ vive  secondo i suoi  miti. E'  un'isola
attorniata da un arcipelago di  quaranta isole minori di cui
trentacinque abitate,  divise dal continente  dal Canale  di
Chacao.
I primi abitanti  dell'isola furono i Chono indigeni  nomadi
che navigavano con le  loro Dalcas (canoe) nel mare  interno
nell'avventura quotidiana di procurarsi di che sopravvivere,
pescando   e   raccogliendo   molluschi.   Arrivarono    gli
Huilliches, popolo aborigeno, dedito all'agricoltura ed alla
pesca, si fuse con i  Chono, creando le radici dell'identit…
Chilota.
Nel 1567,  cominci•  il  processo  di conquista  di  ChiloŠ:
Martin Ruiz de  Gamboa, attravers•  il canale di Chacao  con
pi— di cento  spagnoli; comtemplarono  ( si legge)  attoniti
una geografia  molto  diversa da  quella della  penisola.  A
piedi e a cavallo arrivarono  al centro dell'isola di ChiloŠ
fondando la cittadina con il  nome di Santiago de Castro, il
possedimento reale  spagnolo  pi—  a sud  del tempo,  ed  in
omaggio al  patrono  di  Spagna. Nei  primi due  anni  della
conquista  di  ChiloŠ   (1567-1568)  con  i   conquistadores
arrivano  gli  ordini   religiosi  dei  Francescani  e   dei
Mercedari,  che   durante  la   seconda   met…  del   secolo
sedicesimo, esercitarono  la loro missione  per divulgare  e
convertire gli aborigeni al cristianesimo.
Nel secolo seguente, apparvero i Gesuiti, che furono da quel
momento gli artefici dell'inculturazione e della religiosit…
Chilota.
Ci fu un periodo  storico che stacc• l'arcipelago dal  resto
del continente  in  seguito  ad  una rivolta  degli  isolani
contro gli spagnoli e che  coincise con l'arrivo dei corsari
olandesi che  si  allearono  con  gli indigeni.  In  sintesi
questa   ribellione   produsse   un'isolamento    geografico
culturale e port•  ad una  convivenza pacifica tra  Spagnoli
rimasti sull'isola  ed indigeni  e che diede  origine ad  un
meticciato anche culturale.
Crollato il potere  iberico, CHILOE'  entra in una  penombra
storica che durer… sin quasi ai nostri giorni.
Passarono pi—  di 200  anni  di relazioni  umane e  sociali,
tradizioni religiose  e  festive,  musicali,  gastronomiche,
scambi di  usi e costumi, mitologie e linguaggi.
Storia, tradizioni e concezioni di vita fortemente legata al
mare, portarono l'isola a maturare una cultura differente da
quella latino-americana.
I  Chiloti  vivono  oggi,  come  un  tempo,  soprattutto  di
agricoltura, di allevamento e di pesca.
ChiloŠ non Š il Cile.
Attraversare  per  la  prima  volta  il  canale  di  Chacao,
accedere in terra Chilota, Š  come aprire un vecchio baule e
tirare fuori dal suo fondo  misterioso i pi— vecchi ricordi:
retrocediamo nel  tempo,  pensiamo, meditiamo  e  finalmente
gustiamo quel che  abbiamo ritrovato. Ci viene da  chiedere:
perchŠ solo ora pare cos¨ profondamente interessante?
ChiloŠ Š storia,  tradizioni, leggenda,  ed ha impresso  nei
suoi abitanti una cultura e  modi di vita singolari pi—  che
ogni  altra  isola  di tutto  il  continente  americano.  Il
carattere stesso del chiloti  Š riservato e schivo. La  loro
cultura Š  basata su  tradizioni e filosofia  di vita  molto
particolari. Superstizioni e miti sono profondamente sentiti
e radicati. In nessun altro  luogo del Cile abbonda tanto la
magia nel vivere quotidiano.
La geografia ed il clima facilitano la fantasia; si guardano
i fatti e si raccontano  le leggende. Un tempo di  pioggia o
di nebbia,  un vento  forte  e secco che  spira sulle  case,
boschi  fitti,   cieli   scuri,  sobri,   mari   tempestosi,
burrascosi   e  brumosi,   incutono   timori   e   producono
inspiegabili sensazioni contribuendo a dar vita a personaggi
di fantasia.

ChiloŠ Š anche chiamata "terra  dei brujos" (fantasmi, maghi
o spiriti del  male) ed ha  un insieme di miti derivati  sia
dalle  credenze  dei popoli  preispanici  che  dai  racconti
fantastici dei  conquistatori.  Il  vero cordone  ombelicale
che  unisce   passato  e  presente,   cultura  indigena   ed
occidentale, Š  l'universo mitologico che  da secoli  popola
l'immaginario chilote. Sicuramente sono indigeni  i racconti
mitici  del  serpente  del  male,  CAICAIVILU',  che  voleva
inondare tutta la  terra e  i suoi abitanti  salvati poi  in
extremis dal serpente del bene,  TENTENVILU'; di PINCOYA, la
bellissima donna che personifica la  fertilit… delle spiagge
e del mare; dell'orribile nano TRAUCO che odia gli uomini ed
incanta le  donne con  la sua bruttezza;  del BASILISCO,  il
serpente della testa di gallo  che si nasconde nelle case  e
porta sfortuna a chi vi abita.
Sono invece di origine ispanica  il mitico CALEUCHE, la nave
fantasma tutta illuminata  che naviga  solo di notte,  sulla
superficie delle  onde o  in fondo  al mare: chi  la vede  Š
destinato ad  aver  la  bocca  storta o  a morire  di  morte
repentina; il CAVALLO MARINO di cui si servono gli spiriti o
gli stregoni  per  trasportarsi sul  CALEUCHE o  su  qualche
altra isola:  vive  nelle  profondit…  e lo  si  chiama  con
quattro fischi  particolari; la  stessa  balena bianca  MOBY
DICK entra  nell'immaginario chilote  con la  storia di  una
balena che non  si riesce a  catturare per la sua astuzia  e
per la sua terribile capacit… di sopravvivenza....
Siete invitati ad  attraversare quindi il canale di  Chacao,
canale che  come si  diceva separa  l'isola dal  continente,
immaginandosi che il trasportatore sia  il CALEUCHE, aiutato
dalla PINCOYA  e ad  entrare nell'anima  del popolo  chilote
guidati  dal  TRAUCO,  e  da tante  altre  serie  di  figure
mitologiche di ChiloŠ.
Arrivare ad  Ancud  Š  cominciare  ad immergersi  nel  verde
dell'isola di ChiloŠ, isola grande  e cominciare a vivere un
paesaggio ricco e  colorato. In questa cittadina, il  Fuerte
S.  Antonio,  recinto  storico  ubicato   nella  parte  alta
dell'abitato,   costruito  nel   sec.   18ø,   forma   parte
dell'ultima espressione spagnola sull'isola.
Nell'isola magica,  a sud  del mondo  si viaggia  sull'unica
strada asfaltata, gli ultimi chilometri della panamericana e
si raggiungono i  paesini su  strade sterrate. Il tempo  qui
scorre lento. I paesaggi sono  fiabeschi. Le costruzioni pi—
importanti sono  di legno:  ChiloŠ Š tutta  di legno,  dalle
imbarcazioni alle  chiese,  alle case  e agli  strumenti  di
lavoro.
Il legno quindi Š un  po' legato al destino dell'isola  ed Š
il materiale che permette lo sviluppo della cultura chilote,
denominata opportunamente  "cultura  del legno"  perchŠ  dal
tempo preispanico l'attivit…  dell'uomo chilote si  incentr•
in esso,  condizionando non  solamente il lavoro  ma la  sua
mentalit… e la vita sociale.
Le palafitte di Castro sono con i loro colori sgargianti, la
pi—  grande  espressione  dell'uso  del   legno  e  mostrano
singolari strutture  architettoniche:  Š  il luogo  dove  il
chilota riassume la sua cultura anfibia, un piede nell'acqua
ed uno  nel  campo. Se  nella  citt… di  Castro si  nota  il
villaggio palafitticolo, nei villaggi campestri  emergono le
chiese anch'esse naturalmente  tutte di  legno. Sono pi—  di
150  censite,  nove   delle  quali  sono  state   dichiarate
munumento nazionale. Nella cittadina di  Castro, si realizza
anno dopo anno il "Festival  costumbrista chilote", festival
in  cui  si   possono  conoscere  ed  assaporare  la   ricca
gastronomia  isolana.  E'   infatti  l'evento  di   maggiore
attrazione    turistica    nazionale    ed    internazionale
dell'arcipelago. Cade di solito nella  seconda met… del mese
di febbraio e dura tre giorni. In questa "feria" migliaia di
persone, visitatori e  turisti possono gustare i piatti  pi—
veri e  tipici della  gastronomia isolana  come il  curanto,
milcao, chachoce, tortillas, chicha di manzana ecc...
Possono  visitare  i  reparti  di   esposizione  dei  lavori
artigianali tipici  dei contadini  dell'isola  e durante  il
festival vengono  presentate  danze  e balli  chiloti.  Ogni
momento ed ogni angolo ci riservano qualche sorpresa.
L'evento pi— importante l'abbiamo colto a Quemchi assistendo
alla  MINGA  DE  TIRADURA   DE  CASA.  E'  un  fatto   ormai
eccezionale tanto che gi… da anni quando arriva ne parlano i
giornali. Vedere spostare  una casa  di legno, a pi—  piani,
per centinaia  di  metri  senza rompere  neanche i  vetri  Š
l'usanza pi— tipica di chiloŠ,  tradizione che sta sparendo,
cosicchŠ  possiamo  dire  di avere  assistito  ad  un  fatto
eccezionale.  Sono  momenti  di  vita  comunitaria  ,  tutti
aiutano e  partecipano al  lavoro;  i contadini  con i  loro
buoi, le donne che  preparano il curanto (piatto tipico,  un
misto di carne e pesce  e tortillas fatti cuocere fra  sassi
roventi). I  buoi  appaiati  a  pi— coppie,  fino  a  venti,
trainano due  grossi  legni,  YUGUERAS, collegati  sotto  le
case. La scena concentra l'attenzione di tutti e la tensione
nervosa invade tutti coloro che  partecipano e vedono questa
usanza per la prima volta. I contadini che aizzano i buoi, i
buoi che muggiscono e perdono  bava e sudore per lo  sforzo,
le donne ed i bambini  che corrono tutt'attorno creando nubi
di polvere e  cos¨ fino  ad installare nella  nuova sede  la
casa.
Il motivo della  "MINGA" Š nato dall'amore materiale  tenuto
in  alta  stima  nei  confronti della  casa  che  ha  l'uomo
isolano. Il  padrone  della  "MINGA" retribuisce  il  lavoro
distribuendo vino, chicha e curanto,  e tutto finisce in una
lunga festa  comunitaria.  Sembra  che quando  necessita  un
aiuto, immediatamente  segue  la collaborazione  solidale  e
spontanea dei  vicini  e  conterranei. Cos¨  l'uomo  chilote
dimostra di saper superare  sempre i suoi propri problemi  e
sa, cosa pi— importante, di non essere mai solo.
La panamericana, nel punto pi—  a sud del mondo corre  verso
il centro dell'isola  magica di  chiloŠ per altri  cinquanta
chilometri...ma tutti  preferiscono  andare a  Cucao,  sulla
costa dell'oceano  pacifico.  La' dicono  sia il  punto  pi—
lontano, pi—  amato,  pi—  ambito  dai giovani  per  il  suo
isolamento  ed  un  esclusivo  parco  nazionale.  Anche  Che
Guevara nel suo vagabondare in  moto sull'isola si arrest• a
Cucao. Tutti,  dicono, devono  passare di  l…, tutti  devono
guardare il tramonto  e...l'alba sorgere.  L… si pu•  dunque
dire di poter guardare lontano, guardare verso l'infinito.
Bruce Chetwin parlando di ChiloŠ e percorrendo quelle strade
disse:"Isola  avvolta  nel  silenzio  e   dimenticata  dalla
storia...la strada  era  bianca e  si snodava  attraverso  i
campi di  grano  maturo.  Al mio  passaggio i  contadini  mi
gridavano il  loro saluto.  Casette  argentee, ricoperte  di
assicelle erano  circondate da  pini e pioppi.  A Haensel  e
Gretel sarebbe piaciuto molto vivere l¨".
Noi arrivammo  a Cucao  che  era di mattino  presto. Gi…  ci
aspettavano quattro  uomini con  i loro  cavalli. Quando  la
nostra Jeep si ferm• sul bordo dell'oceano pacifico, l… dove
l'unica strada  sterrata si  arresta, uno di  loro ci  viene
incontro:"Buenos dias"  ci disse  "Estamos listos".  Saliamo
sui cavalli approntati per noi, animali di notevole bellezza
ed unico mezzo di trasporto... E gi— in direzione sud, lungo
la  costa  dell'isola, diretti  ad  incontrare  i  cercatori
d'oro.Il sole era appena sorto  e luccicava tremolante sulle
calme  onde  dell'oceano  pacifico.  Il   passo  costante  e
cadenzato dei cavalli in poco tempo ci port• lontano. Stormi
di gabbiani  al nostro  avvicinarsi si  sollevarono in  volo
stridendo all'unisono.  Riempivano il cielo  con il  battito
robusto e  ritmato delle  loro  ali: note  musicali in  quei
silenzi profondi. Un  oceano circondato da gabbiani in  volo
(il nome chiloŠ significa appunto " luogo dei gabbiani").
Vediamo finalmente i cercatori d'oro  intenti a setacciare e
lavare la rossa e luccicante  sabbia sulle coste dell'oceano
pacifico.  Dopo  un  duro lavoro,  una  piccola  pallina  di
polvere d'oro.  Non sono  vene aurifere  quindi, Š  soltanto
sabbia  luccicante,  Š  soltanto  polvere,  Š  soltanto  una
illusione di ricchezza, Š un avaro miraggio.
L'ultimo giorno  di  permanenza    sull'isola il  bel  tempo
(all'andata)  ci   concede   finalmente  (siamo   al   terzo
tentativo) di visitare la piccola  isola METALQUI, luogo pi—
isolato e difficile  da raggiungere  del parco nazionale  di
ChiloŠ, rifugio e Habitat di pi— di 25.000 leoni marini.
Partiamo dal porticciolo di Chepu, semplice rientranza della
costa, ansa naturale. Lungo  il percorso, a poche decine  di
metri  dalla   nostra   imbarcazione,   si  alza   ed   esce
improvvisamente dall'acqua  un gigante.  E'  una balena  che
sbuffando vapore al cielo... si allontana.
Al nostro avvicinarsi  all'isola, migliaia di foche e  leoni
marini  entrano  spaventati  in  acqua.  L'odore  forte  dei
residui di pesce,  e della  salsedine, i lamenti e le  grida
assordanti degli animali ed il loro correre spaventati verso
l'acqua ci  riportano  a  scene primordiali,  dantesche.  Il
ritorno Š  veramente  terribile.  La nostra  imbarcazione  a
tratti Š accompagnata e a tratti sbattuta sulla cresta delle
onde  che  i  marosi  dell'oceano  hanno  formato  in  pochi
istanti.
Da  prima  i marinai,  ridendo,  ci  tranquillizzavano,  poi
chiedevano il nostro  aiuto tanto era pericoloso e  delicato
il momento.
Il  tempo  in  quelle condizioni  non  trascorreva,  si  era
fermato. Quasi un incubo. A  tratti eravamo in alto, come su
torri, a tratti, sprofondati in vortici dove solo l'acqua ti
circondava tutt'attorno. Le forze della natura giocavano con
noi. Pi— che aggrapparci all'imbarcazione  ad un certo punto
ci  eravano  aggrappati  alla vita.  Infine,  la  forza  dei
naviganti chiloti e la fortuna  degli audaci, ci riportarono
nel porticciolo di Chepu, localit…  di partenza. Le mogli ed
i  figli,  le   famiglie  dei   marinai,  erano  l…   tutti,
sull'altura in  nostra  attesa e  sorridenti per  il  nostro
rientro a braccia alzate ci salutavano.
Non si  pu•  quindi  non  passare di  l… almeno  una  volta,
scoprendo i  suoi boschi  vergini, i suoi  sinuosi fiumi,  i
suoi luoghi  solitari,  navigare  nei canali  e  raggiungere
qualche sperduta  isola, e  contemplare  le notti  stellate,
lasciarsi guidare  dagli esperti marinai,  guardare cos¨  il
viso dell'uomo chilote magari semplice ed umile ma pieno, in
ogni occasione, di calore umano.


                   CILE  :  COME MUOVERSI


                       Notizie utili

Passaporto:
Š sufficiente, non occorrono visti.
Vaccinazioni:
Nessuna.
Periodo migliore:
tra dicembre e marzo (corrisponde al periodo estivo).
Durata del volo:
tra le 16 e le 20 ore (a seconda degli scali intermedi).


Il Cile  si raggiunge  dall'Italia in aereo  via Madrid  con
Iberia  (tel.02/8899  o 1678/25114)  oppure  con  Lan  Chile
(ufficio di rappresentanza presso la  Interplanet di Milano,
tel. 02/66803370 o 1678/24152). Da Santiago, la capitale, si
pu• poi proseguire per Puerto Montt in aereo, sempre con Lan
Chile (fino  a  quattro voli  giornalieri, a  seconda  delle
stagioni), o in auto, per avere la possibilit… di girare pi—
liberamente a ChiloŠ (Puerto Montt  dista da Santiago pi— di
1.000 chilometri).  Per approdare sull'isola  ci si  imbarca
sul traghetto  a Pargua,  per  una breve  traversata fino  a
Chacao (ogni  venti minuti  circa).  A chi  viaggia in  auto
segnaliamo che sull'isola distributori di benzina si trovano
solo  ad  Ancud,  Dalcahue,  Castro  e  Quell•n;  chi  fosse
appiedato pu• spostarsi con un buon servizio di autobus.

Indirizzi Utili:  Per informazioni  pi—  dettagliate si  pu•
contattare  l'ufficio  chilote  del  Sernatur,  il  servizio
nazionale   turistico   cileno,   Edificio   Transmarchilay,
Libertad 655 Of.3, Ancud, tel.0056/656/2665). Per escursioni
guidate in barca o aereo  nei fiordi e sulle isole, trekking
nel parco  nazionale  e  noleggio mountain-bike,  una  buona
agenzia locale  Š PehuŠn  Expediciones  (Lillo 119,  Castro,
tel.0056/657/5254, fax 2432).

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CHILOE', UN'ISOLA AL SUD DEL MONDO


La panamericana, nel punto pi—  a sud del mondo, corre verso il centro
dell'isola magica di  Chilo‚ in  Cile per altri  50 Km. ... ma  tutti,
preferiscono andare a Cucao. L…  dicono sia il punto pi—  lontano, pi—
amato, pi— ambito  dai giovani per  il suo isolamento ed un  esclusivo
parco nazionale.  Anche  Che  Guevara nel  suo vagabondare  a  cavallo
sull'isola si arrest• a Cucao.
Tutti, dicono, devono passare di l…, tutti devono guardare il tramonto
e ... l'alba sorgere. L… si pu• dunque dire di poter guardare lontano,
guardare verso l'infinito.
Chilo‚ non  Š Cile.  E'  un luogo  incontaminato, un  mondo  che si  Š
ritrovato pulito, integro nelle sue tradizioni, nei suoi usi e costumi
proprio a causa  del suo  isolamento dal resto del continente.  Questa
sua emarginazione - qualcuno l'ha definita "isola per millenni avvolta
nel silenzio e dimenticata dalla  storia" - ha permesso di  conservare
una realt… intatta alle sue  origini. Attraversare per la prima  volta
il canale  di Chacao, accedere  in terra  Chilote, Š   come aprire  un
vecchio baule e  tirare fuori dal  suo fondo misterioso i ricordi  pi—
lontani: con  la mente  si  percorre il tempo,  pensiamo, meditiamo  e
finalmente gustiamo quel che abbiamo  ritrovato. Ci viene da chiedere:
perchŠ solo ora appare cos¨ profondamente interessante?
E' che, effettivamente,  abbiamo la  sensazione di aver raggiunto  una
terra strana, leggendaria e misteriosa.
Chilo‚  Š  storia,  tradizioni,  leggende, ed  ha  impresso  nei  suoi
abitanti una cultura  e modi di vita  singolari pi— che in ogni  altra
isola del continente americano.
Il carattere stesso dei Chiloti  Š riservato e schivo. La loro cultura
Š  basata  su  tradizioni  e  filosofie  di  vita  molto  particolari.
Superstizioni e miti sono profondamente sentiti e radicati. Nel vivere
quotidiano in nessun altro luogo del Cile abbonda cos¨ tanto la magia.
Il tempo qui scorre lento,  i paesaggi sono fiabeschi. Le  costruzioni
pi—  importanti  sono  di  legno:  Chilo‚  Š  tutta  di  legno,  dalle
imbarcazioni alle chiese, alle case e agli strumenti di lavoro.
Era di mattino  presto. Gi… ci  aspettavano quattro uomini con i  loro
cavalli.  Quando  la  nostra  Jeep  si  ferm•  sul  bordo  dell'oceano
Pacifico, l… dove l'unica strada  sterrata si arresta, uno di  loro ci
viene incontro: "Buenos dias"  ci disse "Estamos listos". Saliamo  sui
cavalli approntati  per noi,  animali  di notevole  bellezza ed  unico
mezzo  di trasporto  ...  E  gi—  in direzione  sud,  lungo  la  costa
dell'isola, diretti ad incontrare i cercatori d'oro.
Il sole  era appena  sorto  e luccicava  tremolante sulle  calme  onde
dell'oceano Pacifico.  Il passo  costante e cadenzato  dei cavalli  in
poco tempo ci port• lontano.  Stormi di gabbiani al nostro avvicinarsi
si sollevarono in volo stridendo  all'unisono. Riempivano il cielo con
il battito robusto  e ritmato  delle loro ali:  note musicali in  quei
silenzi profondi.
Gli zoccoli dei cavalli affondavano  a tratti nei corsi d'acqua che si
creavano dalle onde dell'oceano per  la risacca. Dopo un lungo  andare
arrivammo su una dorsale montagnosa  e di l… potemmo vedere, a perdita
d'occhio, l'immensit… del  mondo. Eravamo  in alto, non si sentiva  il
rumore delle  onde  ma  solo  l'energico muoversi  delle  acque.  D'un
tratto, si sent¨ un grande  tonfo ed un precipitare fragoroso. Era uno
dei nostri cavalli, carico di  badili e attrezzi, che era precipitato.
Era il capo  branco. Gli uomini  accorsero subito, anche i cavalli  li
seguirono. Lo  videro sospeso  nel vuoto, attaccato  alle briglie:  un
albero l'aveva frenato e salvato.  I componenti del gruppo si  diedero
un gran  da  fare e,  con  legni tagliati  sul momento,  crearono  dei
ponteggi, finchŠ riuscirono a  trarre in salvo l'animale. Il  cavallo,
loro unico e necessario amico,  l'unico che sia in grado  di camminare
passo dopo passo  con il  suo padrone aiutandolo, affrontando  insieme
quel mondo a tratti inospitale, a tratti duro, a tratti pericoloso.
La marcia  continuava. I  cavalli ad  uno ad uno  passavano vicini  al
cavallo capobranco appena salvato come  per salutarlo. Dune di ciotoli
correvano sul filo della costa  dell'oceano ed i cavalli per  nulla si
arrestavano.
Giungemmo in  una  grande ansa,  su  una spiaggia  di sabbia  rossa  e
luccicante. Scendemmo  tutti da  cavallo. Scaricammo  gli attrezzi  di
lavoro. Gli  uomini e  qualche donna  che gi… si  trovavano sul  posto
cominciarono a lavorare.  Crearono mucchi di sabbia. Vicino  montarono
un lavatoio  rudimentale in  legno.  Si lavorava   solo  con la  bassa
marea. Gli  uomini caricavano  la  sabbia nei  contenitori, i  ragazzi
portavano l'acqua in secchi e  le donne la versavano nei  lavatoi, nei
canali che con  un drenaggio  artigianale facevano scendere la  sabbia
verso terra. Qualcosa di  luccicante, giallo e luminoso, rimaneva  tra
le lamiere ondulate, cosparse di "mercurio". Questa sostanza trattiene
il metallo  e  cos¨ la  polvere  d'oro viene  raccolta in  un  piccolo
contenitore. Non sono  vene aurifere,  Š soltanto polvere, Š  soltanto
una illusione di ricchezza.
Il gruppo aveva portato anche le reti per la pesca che qualche ragazzo
compie in alternativa alla cerca dell'oro. La vita Š dura, marcata dal
sopravvivere a quelle poderose forze naturali, a quell'avaro miraggio.
I cavalli intanto camminavano lungo  la spiaggia in cerca di  qualcosa
da mangiare.
Si sent¨ un  forte scalpitio.  Veniva da destra  o forse da  sinistra.
D'un tratto dal nulla, dietro una duna, spunt• un cavallo cavalcato da
un ragazzo.  La  criniera  ondeggiava  al vento  e si  confondeva  con
l'oceano che finiva  sulla risacca.  Poi si arrest• e diede  risposta.
Allora un enorme  felicit… corse  fra la gente:  "Š nata la figlia  di
Pablo", e i cappelli volarono  al cielo. Da lontano si  sentiva ancora
il forte respiro  del cavallo  dalle froge frementi  che si  perdevano
verso l'acqua, verso il mare, verso l'oceano infinito.
Il laboratorio artigianale  venne smontato subito. "Tra poco  arriver…
anche l'alta marea", dissero. I  cavalli vennero ricaricati e partimmo
accompagnati  dalle  lunghe  ombre  del   tramonto  verso  il  piccolo
villaggio dei cercatori. Arrivammo a tarda sera. Era calata l'oscurit…
ma non c'era bisogno di  guidare i cavalli: ad uno ad uno arrivarono e
noi con loro. La nostra cena furono un brodo caldo ed un poco di pesce
essicato.
Mentre mangiavamo,  Pablo,  il  capo villaggio,  ci parl•  della  loro
terra. E'  terra dei  "BRUJOS"  (maghi o  spiriti del male)  ed ha  un
insieme di miti derivati sia dalle credenze dei popoli preispanici che
dai  racconti  fantastici  dei  conquistatori."  Sicuramente  Š  gente
indigena -  continua  -.  I  racconti mitici  del serpente  del  male,
CAICAIVULU', che  voleva inondare  tutta  la terra e  i suoi  abitanti
salvati poi in estremo dal serpente del bene, TENTENVILU'; di Pincoya,
la bellissima donna che personifica  la fertilit… della spiaggia e del
mare; dell'orribile nano TRAUCO che odia gli uomini e incanta le donne
pur nella sua  bruttezza; del  BASILISCO, il serpente  dalla testa  di
gallo che si nasconde nella casa e porta sfortuna a chi vi abita".
Sono invece di origine ispanica  il mitico CALEUCHE, la nave  fantasma
tutta illuminata che naviga solo  di notte sulla superficie delle onde
o in fondo al mare. Chi la vede Š destinato ad avere la bocca storta o
a morire  di morte  repentina.  Poi c'Š  il cavallo marino  di cui  si
servono gli spiriti o gli  stregoni per trasportarsi sul CALEUCHE o su
altre isole: vive nella profondit…  e lo si chiama con  quattro fischi
particolari. MOBY DICK la balena bianca entra nell'immaginario Chilote
con la storia di una  balena che non si riesce  a catturare per la sua
astuzia e per le sua terribile capacit… di sopravvivenza".
Ci addormentammo presto.
Il gallo l'indomani cant• che  la luna era ancora alta  e luminosa nel
cielo. Facemmo i preparativi e ripartimmo per Cucao. Albeggiava quando
vedemmo le prime case e Pablo, accompagnato dal passo sempre cedenzato
dei cavalli, continuava a raccontarci le storie di quella gente, della
vita dura che segnava i  loro volti, marcava le loro  mani. Gente dura
all'apparenza ma capace di grandi amicizie.
Quando  scesi  dal  cavallo,  vicino  alla  jeep,  con  una  mano  gli
accarezzai il  muso  per salutarlo.  L'animale contraccambi•  con  uno
sbuffo dalle grandi froge.
Salutammo i protagonisti solitari di quel magro Eldorado.
Pi— oltre, Manuel  il giovane,  fece impennare il suo cavallo  alzando
nel contempo un braccio al  cielo per inviarci l'ultimo saluto;  anche
il cavallo salut•; emise un  nitrito che si perse lontano, trasportato
dal vento gelido e trasparente  che spira in quell'angolo di terra, al
sud del mondo.