MILENA GABANELLI

" Professione Reporter durò tre anni, poi nel 1997 lo ammazzai per far nascere Report. Si era formato un gruppo molto motivato, di grande talento. Finalmente prendeva forma un sogno: quello di realizzare un programma di inchiesta vecchio stile con un nuovo metodo. Cominciammo con puntate monotematiche di circa trenta minuti. Purtroppo significava lavorare sempre meno su pezzi miei: far funzionare una squadra e mantenere in piedi un programma per la stagione successiva ti assorbe tutto il tempo e le energie. Da Professione Reporter sono passate una trentina di persone, fra cui alcuni talenti sono emersi e hanno contribuito a creare Report. Oltre a Paolo Barnard, Sabrina Giannini, Chiara Baldassarri, Carlo Pizzati, Michele Buono, Piero Riccardi, Giorgio Fornoni. Giorgio è un commercialista di Bergamo. Seguiva i missionari sparsi per il mondo (in buona parte bergamaschi, appunto) e girava tutto, in maniera perfetta e meticolosissima, come un professionista consumato. Quando ho visto il suo materiale sono rimasta sbalordita: c'erano le elezioni in Angola con la documentazione dei brogli, c'erano i raccoglitori peruviani di coca e tutta la didattica sulla preparazione della cocaina, spiegata dai missionari, c'era l'Himalaya con l'amico che muore mentre stanno scalando, c'erano le rampe missilistiche segrete dei russi. Lui aveva fatto in dieci anni quello che un professionista realizza in un'intera carriera. Non aveva mai parlato nella telecamera, non aveva mai montato, ma ha imparato. È uno di quei casi in cui il dilettantismo è un valore aggiunto. Una vera scoperta."

Milena Gabanelli

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da Alessandra Comazzi,
Le inchieste di Report   "Le mani sulla salute"
Sperling & Kupfer, 2002